Presentazione
Il tempo al giorno d’oggi è diventato uno dei beni più preziosi di cui possiamo disporre. Sempre più spesso ci rendiamo conto che i “tempi” che scandiscono la nostra giornata, gli orari di lavoro, della scuola, dei trasporti e dei servizi, non si armonizzano tra di loro e non sembrano costruiti sulle nostre esigenze. Tutti, presi dalla frenesia della vita quotidiana, sentiamo il bisogno di avere più tempo a disposizione o un tempo qualitativamente migliore. | 
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Non c’è mai abbastanza tempo per fare tutto, le cose complesse e diversificate di cui dobbiamo occuparci ogni giorno devono essere rese sempre più efficiente e costrette in rigidi orari: il tempo della scuola, del lavoro, della spesa, dello spostamento… Un buon uso del tempo segna la qualità della vita di una persona, misura la qualità della vita di una città. Una città a misura d’uomo: è una città dove le persone non “perdono “tempo in spostamenti, in code, attese; è una città dove anche la dimensione temporale è a misura d’uomo. Le politiche temporali rappresentano quindi un’azione delle istituzioni pubbliche volta a intervenire sul funzionamento temporale della città abitata, azione che tende ad armonizzare lo svolgersi quotidiano della vita delle persone con lo svolgersi della vita cittadina, dei servizi e delle imprese. I temi che le politiche temporali affrontano sono dunque: l’armonizzazione e il coordinamento degli orari dei servizi sul territorio, l’accessibilità e la fruibilità dei servizi privati e pubblici, la razionalizzazione e la sostenibilità dello spostamento di persone e merci, la riqualificazione degli spazi urbani. A tal fine si pongono di fronte diversi destinatari e diversi interlocutori. A formalizzare l’esigenza del miglioramento della qualità della vita nelle città è intervenuta la legge 8 marzo del 2000 n. 53: “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”. La legge 53 è stata quindi recepita dalla Regione Lombardia, che con la Legge del 28 ottobre 2004 n. 28 ha definito i criteri generali per realizzare le politiche temporali e le linee guida per adottare il Piano territoriale degli Orari, documento strategico obbligatorio per i comuni superiori a 30.000 abitanti. | |
| Il Comune di Brugherio, per ottemperare ai propri compiti istituzionali nell’ambito delle politiche temporali, ha predisposto un progetto denominato “Brugherio comune aperto” i cui finanziamenti sono stati in parte reperiti grazie al “Bando per la concessione di contributi ai comuni per progetti finalizzati alla predisposizione e attuazione dei piani territoriali degli orari” (art.6, l.r. 28/2004) della Regione Lombardia. | Alcuni esempi in Italia
Bolzano
Cremona
Firenze
Lucca
Roma
Torino |