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Presentazione il sindaco Carlo Cifronti estratto da Testimoni del mito, Vitaliano Fantoni Biffe. Brugherio, IMEDEA, 2008 | La Mostra antologica di Biffe (Vitaliano Fantoni), che si tiene presso la Galleria di Palazzo Ghirlanda, ci dà l’opportunità di conoscere un artista di valore che ha operato a Brugherio negli anni ’60 e che, dopo una ulteriore permanenza in alcuni Comuni vicini, è rientrato nella sua terra d’origine, la Toscana. Dotato di una solida preparazione di base, che gli viene dallo studio e dalle applicazioni pratiche presso l’Istituto d’Arte di Firenze, Biffe esplora il mondo e la vita con perenne curiosità e stupore, sperimentando tutte le tecniche e manipolando tutti i materiali che gli permettono di esprimersi ad alto livello come pittore e come scultore, e più in generale nelle arti visive.
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la galleria l'intervista (video) | | Attento agli avvenimenti, alle inquietudini, alle contraddizioni, ai drammi del nostro tempo, in cinquant’anni di lavoro intenso e determinato, ci trasmette un percorso, un cammino esemplare, che va dalla sofferenza esistenziale all’impegno sociale e politico, e ad una accettazione serena del vivere quotidiano. Aderendo alla dimensione figurativa, in un canto personale e corale nello stesso tempo, l’opera di Biffe rivela una umanità appassionata anche attraverso l’ironia, la satira, lo scherzo, il gioco, che sorprendono, meravigliano, divertono, coinvolgono. Il ‘900 è stato un secolo terribile, con due guerre mondiali disastrose ed altri avvenimenti tragici che hanno distrutto tante certezze. | | Scrittori e artisti hanno rappresentato in tante opere memorabili la crisi, la fragilità dell’uomo contemporaneo, una condizione umana di estraneità, di precarietà, di smarrimento. C’è comunque chi ha cercato e proposto delle alternative, delle possibili vie d’uscita. Biffe vive intensamente questo clima ed in un primo periodo, specialmente quello brugherese, rappresenta la sua
|  | | solitudine all’interno del paesaggio urbano. Lo fa con grande dignità, senza esagerazione di toni. Particolarmente significative, nell’espressione del dolore, le sue crocifissioni. Trova successivamente le sue alternative, da una parte nella riscoperta delle proprie radici, nel ritorno alla terra natale, negli affetti familiari, nei luoghi del cuore, nell’amicizia, nei volti che rivelano l’appartenenza ad un’antica civiltà contadina, nel legame con la natura, le case, gli oggetti e i lavori domestici. Dall’altra, nell’impegno civile e politico, come consapevolezza che il riscatto, la rinascita, dipendono dalle nostre responsabilità. A questo proposito, tra l’altro, Biffe rivisita e ripropone, interpretandoli in chiave moderna ed inserendoli nel contesto della “civiltà industriale”, motivi della tradizione biblica e della mitologia classica che esprimono l’antico conflitto tra il bene e il male (torri di Babele, stiliti, centauri). In questo modo l’opera d’arte, ed è il caso per Biffe, oltre a suscitare sentimenti ed emozioni e a stimolare anche le coscienze, può diventare il luogo dell’incontro, del dibattito in cui la comunità si ritrova, partecipa e coltiva la prospettiva di un futuro per cui vale la pena esserci ed impegnarsi, talvolta con esito terapeutico, catartico, liberatorio. | © La riproduzione del testo è consentita citando la fonte. torna all’inizio 
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