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Disabili a scuola

Disabili a Scuola

freccia_bottone_dx Come si fa l'iscrizione

freccia_bottone_dx Cosa fa la scuola dopo l'iscrizione

freccia_bottone_dx  Strumenti dell'integrazione

freccia_bottone_dx  Servizi per l'integrazione 

freccia_bottone_dx Le sigle

freccia_bottone_dx Trasporto scolastico

freccia_bottone_dx Trasporto per persone in difficoltà

freccia_bottone_dx Le scuole di Brugherio

freccia_bottone_dx Corsi

 

Tutti hanno diritto a frequentare le classi comuni delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, qualunque sia il tipo di disabilità. È un vero e proprio diritto soggettivo: la scuola non può rifiutare l'iscrizione, anche nel caso in cui le classi siano già complete in base alle capacità recettive della scuola (se lo facesse, commetterebbe un illecito penale).
Per gli alunni disabili il diritto alla scuola è diritto all’integrazione scolastica. Questo diritto vale anche per l’università. Quanto all’asilo-nido, il Comune garantisce l’inserimento del bambino disabile, in base alle sue necessità educative e alle esigenze della famiglia.
I soggetti che devono garantire l’integrazione, in collaborazione con le famiglie, sono, oltre alla scuola che nè  titolare per legge, il Comune, l’ASL, le Aziende Ospedaliere.

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Le principali norme di riferimento

  • legge n. 104 del 1992 legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone disabili
  • legge n. 328 del 2000 legge-quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali
  •      

    Come si fa l’iscrizione

    I genitori per iscrivere il proprio figlio con disabilità a una scuola di qualunque ordine e grado, pubblica o privata, al fine di ottenere i diversi servizi previsti dalla normativa vigente, devono:
    1. chiedere il rilascio di due documenti:
    a. la “certificazione” , cioè un documento da cui risulti l’individuazione dell’alunno come persona in situazione di disabilità;
    b. la diagnosi funzionale , che accerta non solo la situazione di disagio, ma anche le potenzialità dell’individuo per così consentire di attivare positivamente il processo di integrazione.
    Questi due documenti sono rilasciati da un medico specialista o psicologo, in servizio presso la struttura pubblica (Azienda Ospedaliera) o presso enti convenzionati, in relazione alla specifica patologia. Lo specialista avrà cura di indicare la necessità di un’assistenza “ad personam”.
    2. Prima dell’iscrizione, i genitori potranno contattare i dirigenti scolastici e verificare che ci siano nella scuola i presupposti per un adeguato inserimento (il documento da consultare è il “POF”, Piano Offerta Formativa , che ogni Istituto comprensivo redige ogni anno).
    3. Nel mese di gennaio, i genitori presentano la domanda di iscrizione alla scuola prescelta, consegnando al Dirigente scolastico i documenti. Qualora tali documenti non fossero ancora disponibili, la famiglie informa comunque il Dirigente dei problemi dell’alunno, riservandosi di consegnarli entro giugno.
    4. Al momento dell’iscrizione i genitori possono segnalare particolari necessità, quali ad esempio: esigenze alimentari specifiche, terapie da seguire, trasporti, etc.



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    I passaggi che ogni scuola deve mettere in moto dopo aver ricevuto l’iscrizione

    1. Individuazione della classe più idonea . Il Collegio dei docenti, su invito del dirigente scolastico, provvede a individuare la classe in cui inserire l’alunno disabile, curando che sia quella che maggiormente favorisca l’integrazione.
    2. Formazione delle classi. Le classi in cui è presente un disabile non possono superare il numero di 25 alunni. Il Consiglio di classe può richiedere al Direttore scolastico regionale un numero non superiore a 20 alunni, se il progetto di integrazione predisposto ne spieghi le ragioni, le finalità e le metodologie didattiche.
    3. Eliminazione delle barriere architettoniche . Gli edifici scolastici costruiti o interamente ristrutturati dopo il 26 febbraio 1986 devono essere accessibili, mentre quelli più vecchi devono in ogni caso essere adeguati e resi accessibili a persone disabili, con l’eliminazione delle barriere architettoniche. Per le scuole materne, elementari e medie, la competenza a intervenire è del Comune, che è tenuto per legge a predisporre piani di abbattimento delle barriere architettoniche.
    4. Richieste: insegnante di sostegno e assistente ad personam . La scuola deve attivare con gli enti di riferimento la procedura per garantirsi entro l’inizio dell’anno scolastico la presenza del personale di supporto necessario all’integrazione.
    5. Garanzia della riservatezza (privacy) . Le informazioni relative allo stato di salute della persona disabile sono “dati sensibili” e quindi sottoposti alla tutela prevista dalla legge sulla privacy. Il dirigente scolastico può raccogliere i dati e comunicarli ad altri enti, quando necessario per attivare gli interventi, a condizione di avere il consenso dei genitori e informarli per iscritto. Inoltre, ha il dovere di custodirli con tutte le misure previste dalla legge.



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    Le sigle

    DF diagnosi funzionale
    PEP progetto educativo personalizzato
    a volte chiamato anche PEI (progetto educativo individualizzato)
    POF piano dell’offerta formativa
    GLH gruppo di lavoro handicap
    PDF profilo dinamico funzionale
    ATA personale ausiliario scuola (ex bidelli)
    CSEP centro socio-educativo piccoli
    UONPI unità operativa neuro-psichiatria infantile


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    Strumenti dell'integrazione

    Ogni alunno in situazione di disabilità ha diritto a una piena integrazione scolastica. Gli strumenti previsti per rendere concreto questo diritto sono i seguenti:

    Il profilo dinamico funzionale (PDF) . È un documento che definisce la situazione di partenza e le tappe di sviluppo conseguite e da conseguire. Si compila la prima volta all’inizio del primo anno di frequenza, a partire dalla scuola materna fino alle superiori.

    Il progetto educativo personalizzato (PEP) . È un progetto mirato per ogni singolo alunno disabile. Comprende gli aspetti didattici ed educativi più generali, contiene tutti gli strumenti e gli interventi pensati per garantire l’integrazione scolastica, in coerenza con gli orientamenti e le attività extra-scolastiche. Viene redatto da un gruppo di lavoro formato dal consiglio di classe, da operatori della Azienda ospedaliera (UONPIA) e del Comune. Deve essere concordato con la famiglia. La prima stesura viene fatta all’inizio dell’anno scolastico, poi viene periodicamente verificato e aggiornato.

    L’insegnante di sostegno . È un docente, con una formazione specifica, assegnato dal Direttore scolastico regionale (ex Provveditorato) alla classe in cui è presente l’alunno disabile. Il compito principale è supportare l’alunno nel percorso di integrazione, in stretta collaborazione con tutti gli insegnanti della classe. La richiesta viene fatta dal dirigente scolastico. Il numero di ore viene definito in base alla diagnosi funzionale e al progetto formulato dal Consiglio di classe. La legge prevede un rapporto 1:4, cioè l’orario di insegnamento (25 ore per le materne, 22 per le elementari e 18 per le medie) viene suddiviso su 4 alunni disabili. Per le situazione particolari, il medico può chiedere una deroga (cioè un aumento delle ore a favore di un singolo alunno) e il dirigente deve trasmetterla all’ufficio provinciale scolastico.

    L’assistente “ad personam” . È un operatore con formazione specifica che segue l’alunno disabile per favorirne l’autonomia e la relazione. Viene assegnato dal Comune, su richiesta del Dirigente scolastico, in base alla situazione specifica di ciascuno. I suoi compiti specifici vengono definiti nel progetto educativo personalizzato. Prioritariamente riguardano le seguenti aree:
    • cura della persona
    • sviluppo dell’autonomia personale e sociale
    • attività di tipo educativo, espressivo e di socializzazione.

    L’assistente alla comunicazione . È una persona con formazione specifica che ha il compito di facilitare la comunicazione per alunni con disabilità sensoriali (vista e udito). Può anche svolgere la propria attività a domicilio, aiutando nello svolgimento dei compiti a casa. Viene assegnato dalla Provincia, su richiesta del Dirigente scolastico.

    Personale ausiliario (ATA) . L’assistenza di base agli alunni con disabilità (accompagnamento in bagno, spostamenti all’interno della struttura scolastica, …) è garantita dal personale ausiliario della stessa scuola (gli ex bidelli). Il dirigente scolastico provvede a individuare chi tra il proprio personale ausiliario svolgerà anche queste mansioni all’interno del proprio orario di servizio. È prevista la frequenza di un corso di formazione. La maggiore professionalità è riconosciuta con apposita incentivazione economica.

    Gruppo di lavoro handicap (GLH) . In ogni istituto comprensivo deve essere costituito un gruppo di lavoro, formato da rappresentanti dei genitori, della scuola, del Comune, dell’UONPI e di centri convenzionati. Suo ruolo è affrontare in generale l’accoglienza di alunni disabili, ricercando proposte e soluzioni possibili (eliminazione barriere, …).



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    Servizi per l'integrazione

    Interventi di integrazione scolastica
    La caratteristica degli interventi realizzati nelle varie scuole è che non si svolgono slegati tra di loro, ma sono pensati e programmati nell’ambito di un progetto denominato Interventi di integrazione scolastica. Operare in un ottica di progetto permette:
    La definizione di tali interventi avviene nell’ambito dei PEP, in particolare per gli alunni disabili ai quali è stato assegnato l’assistente ad personam.
    Gli interventi degli assistenti ad personam sono pensati e programmati dall’equipe disabili del Comune (assistente sociale, esperto dell’ufficio Scuola, psicologo, assistenti ad personam) che si riunisce periodicamente per verificare per ciascun alunno l’andamento effettivo degli interventi. Sono realizzati nelle varie scuole, svolti in un rapporto individuale e/o in piccoli gruppi che coinvolgono i compagni di classe.
    Gli interventi, di cui è titolare il Comune, sono gestiti dalle cooperative "Solaris" e "Il Brugo".

    Progetti-ponte e orientamento
    Il Comune di Brugherio promuove:

     

     

    • di creare gruppi di lavoro formati dagli operatori che intervengono nelle diverse scuole che si confrontano e verificano il proprio lavoro;
    • di agire rispetto all’alunno disabile una presa in carico "globale", che significa mettere insieme la vita scolastica ed extrascolastica, collaborando con la famiglia e curando tutte le aree di sviluppo dell’individuo;
    • di collaborare efficacemente con tutte le Istituzioni che operano con e per l’alunno disabile (Scuola, Azienda Ospedaliera...).

    • interventi di accompagnamento nel passaggio da un ordine di scuole al successivo, con progetti che mirino a garantire gradualità e continuità del percorso educativo e formativo;
    • percorsi di orientamento per la scelta della scuola superiore, della formazione professionale o dei centri diurni.
    Referente: l'assistente sociale comunale.

    Il progetto COSÌ PER GIOCO
    Gli interventi di integrazione scolastica per alunni disabili realizzati dal Comune hanno subito nel corso degli anni numerose trasformazioni, nel tentativo costante di raggiungere migliori risultati.
    Nel corso dell’anno scolastico 2002/2003 si è avviata una sperimentazione, che rappresenta il nuovo traguardo progettuale degli interventi di integrazione scolastica, sperimentazione denominata Così per gioco.
    In questo progetto:
    • vengono messi a punto percorsi personalizzati relativi alle diverse aree di sviluppo di un bambino (cognitiva, affettiva, relazionale, dell’autonomia);
    • viene sostenuto e accompagnato lo sviluppo globale dell’individuo, integrando le attività svolte nei vari contesti e spazi naturali di vita (scuola, famiglia,...);
    • vengono proposte attività sia individuali sia di piccolo gruppo, che coinvolgono anche i compagni di classe.
    La novità rilevante di Così per gioco è che si tratta di un progetto che viene pensato e programmato insieme dagli operatori della scuola e del Comune. Questa programmazione integrata e condivisa, questa messa in comune di risorse umane ed economiche, dovrebbe portare a una maggiore efficacia degli interventi.

    Il Centro Socio-Educativo "piccoli"
    Il Comune di Brugherio ha una convenzione con il Comune di Villasanta, per la frequenza del Centro socio-educativo piccoli. Il servizio è collocato presso una scuola elementare di Villasanta, adeguatamente attrezzata per accogliere alunni disabili con caratteristiche ed esigenze particolari.
    I progetti per questi alunni vengono definiti dall’assistente sociale, in stretta collaborazione con la famiglia e il medico specialista. Il servizio è gratuito per le famiglie: il Comune si fa carico del pagamento delle rette.

    Il Centro diurno riabilitativo
    Sul nostro territorio, è presente il Centro riabilitativo diurno, presso il Centro Polivalente di Usmate (via Roma, 85 - tel. 039.62.88.01). Il Centro garantisce un percorso riabilitativo, funzionale, educativo, di formazione e integrazione sociale ai minori con disabilità medio-gravi e gravi. Per coloro che non abbiano assolto l’obbligo scolastico, è previsto un affiancamento di insegnanti individuati dall’Ufficio Provinciale Scolastico. Le attività sono organizzate in piccoli gruppi, suddivisi in base alla capacità espresse e alle potenzialità. Per ciascuno viene predisposto un percorso individualizzato, che punta a un recupero funzionale e sociale.
    Per accedere a questo servizio, rivolgersi al Servizio sociale o al distretto ASL di Cologno M.se. Il servizio della ASL è gratuito per le famiglie.



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    A cura di:
    Sezione URP - Ufficio Stampa
    Ultima modifica: Giovedì, 19 luglio 2007

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